Lem Motlow - Garage punk & rock'n'roll band

Radio/Bio-graphy

Storia della Band

I Lem Motlow sono Francesco Mendola (voce), Alessio Carelli (basso), Giulia Biamino (chitarra) e Daniele Bordone (batteria).

La band nasce nell'agosto del 2009 e muove i suoi primi passi reinterpretando brani beat, surf, rockabilly e garage anni '60, trasformandoli in qualcosa di proprio.

Dopo pochi mesi e molti concerti il gruppo comincia a scrivere brani autografi dalle sonorità garage, post punk, indie e dai testi ironici e originali.

Nel 2010 esce il loro primo Ep, Potevamo Farlo Piu' Veloce, autoprodotto e registrato rigorosamente in presa diretta per mantenere la spontaneità e l'animo garage che distingue i Lem Motlow. Tra i brani uno diventa un video: Le Pasticche dell'Ubriachezza Istantanea, autoideato, autoprodotto e in piena linea home-made.

A settembre dello stesso anno contro ogni pronostico i Lem Motlow si aggiudicano la vittoria al concorso organizzato da La Stampa, Radar e partecipano ad una settimana di stage musicale a Bergeggi, come rappresentanti della provincia di Asti.

Attualmente il gruppo si sta dedicando alla registrazione dei nuovi brani in vista dell'uscita di un secondo Ep.

Dal vivo i Lem Motlow sono divertenti, autoironici, dissacranti; suonano a perdifiato con una forte padronanza del palco, cura dei particolari e dell’immagine e creando uno spettacolo coinvolgente e originale.

Manifesto Programmatico dei Lem Motlow

1-   i Lem non sono un gruppo, sono uno stile di vita

2-   i Lem non suonano, si divertono e fanno divertire

3-   i Lem non si fermano mai e non hanno paura di nulla

4-   i Lem sono i migliori dei peggiori

5-   i Lem sono classici ma innovativi

6-   i Lem sono veLoci e distorti

7-   ai Lem piacciono le cose autentiche

8-   ai Lem piacciono un sacco i Lem

9-   ai Lem non piace prendersi troppo sul serio

10-  ai Lem non piace la musica

Scheda tecnica

Numero componenti: 4

Francesco Mendola: voce e chitarra ritmica;

Giulia Biamino: chitarra e cori;

Alessio Carelli: basso e cori;

Daniele Bordone: batteria;

 

La band, dispone della strumentazione personale per ogni componente del Gruppo.


Chitarrista, cantante e bassista portano sempre la loro strumentazione personale composta anche da eventuali moduli di processamento del segnale ed accessori vari. Il batterista si adatta alla batteria nel locale (qualora già presente), ma integrandola con la propria strumentazione personale.


Il batterista si adatta alla batteria nel locale (qualora già presente), ma integrandola con la propria strumentazione personale.


Il montaggio della strumentazione personale e il relativo adattamento sia per lo spazio che per i livelli e le impostazioni programmabili, dura tipicamente dai 30 minuti all’ora.


L’equipaggiamento standard è formato da un mixer con almeno 10 canali con mandate ausiliari che vengono utilizzate per monitorare gli strumenti in spia secondo le esigenze dello strumentista in maniera indipendente.


L’impianto dovrà avere una potenza adeguata per la sonorizzazione dell’ambiente sia al chiuso che all’aperto e dovrà essere composto (oltre alle casse principali dotate di subwoofer) da almeno 2 spie necessarie per i musicisti (la configurazione migliore sarebbe di 4 spie a seconda della location).


Il Sound Check viene eseguito tipicamente con l'esecuzione di almeno 2 brani che coprono la maggior parte della tipologia di esecuzione dei musicisti e richiede minimo 20 minuti.

 

Gli ingressi necessari nel mixer sono i seguenti:
N° 1 input micro per voce (Francesco)
N° 2 input micro per voce effettata (Francesco)
N° 3 input micro per backing vocal (Alessio)
N° 4 input micro per backing vocal (Giulia)
N° 5 input micro/linea chitarra (Giulia)
N° 6 input micro/linea chitarra (Francesco)
N° 7 input micro/linea del basso (Alessio)
N° 8 input micro per la batteria (Daniele)
N° 9 input micro per la batteria (Daniele)
N° 10 input micro per la batteria (Daniele)

Totale canali necessari con configurazione standard = N° 10


Le uscite indispensabili su linee monitor usate sul palco sono le seguenti:
N° 1 Linea per la voce principale ( Francesco )
N° 1 Linea per il chitarrista e il bassista (Giulia)
N° 1 Linea per il bassista (Alessio)
N° 1 Linea per batterista ( Daniele )


Eventuali altre configurazioni di palco possono essere concordate tra la band e il locale, con il dovuto preavviso.

 

Francesco "Merola"

Canta da sempre perché non ha mai avuto voglia di imparare a suonare uno strumento... ma non ha mai imparato a cantare perché è convinto (sbagliandosi) che la sua interpretazione sia particolare e fottutamente stilosa. Col passare degli anni e con l'acuirsi della schizofrenia, della megalomania e dell'alcolismo ha dovuto trovare un modo per sfogarsi; è così che decise di creare, insieme ad Alessio, i Lem Motlow.

 

E' il frontman del gruppo... non è capace a far granché se non il frontman, canta in maniera mediocre e suona tremendamente la chitarra, ma sul palco non ha eguali. Si produce in movimenti epilettici al limite dell'equilibrio, salta, grida, pronucia turpiloqui e stupidaggini di ogni genere.

 

Prima dei Lem lavorava al progetto di conquistare l'universo e diventarne il tiranno. Oggi ha ridimensionato le sue aspettative e mira solamente a distruggere l'umanità.

 

Merola grida in uno Shure Super 55 Deluxe e sevizia una chitarra Rickebaker 330 collegata ad un Vox AC15.

 

Nei Lem si occupa di:
-Voce solista
-Voce distorta
-Chitarra ritmica (senza ritmo)
-Megafono
-Kazoo

-Art direction
-Grafica
-Testi "impegnati"
-Musica "banale"
-Risoluzione problemi burocratici

Alessio "Ribollito"

All'età di 16 anni, Alessio (non avendo nulla da fare), si presentò alla porta dello zio (Gianni Grasso) chiedendo lezioni (gratuite) di basso. Lo zio gliele diede (sia le lezioni che le botte), istigandolo ad apprendere tutto per poi raggiungere il suo livello e sfotterlo perché Pastorius restava comunque il migliore. Nel mentre Alessio suonò in qualche gruppo fino a quando non ebbe l'idea di bere e sfottere i suoi amici settimanalmente; era sempre stato triste perché tutti quanti, ai suoi sfottò e ai suoi momenti di ubriachezza, trovavano scuse per evitarlo... fu così che nacquero i Lem Motlow, gruppo inizialmente usato da pretesto per questi immondi scopi, assieme all'amico Merola (piazzato peggio di lui). Adesso sono ormai 4 anni che Alessio ha abbandonato i suoi progetti musicali per suonare nei Lem Motlow, all'insegna del cattivo gusto e del gomito alto!

 

Sul palco è quello che suda più di tutti (ma solo perché beve più di tutti). Non riesce a stare fermo un attimo... ma questo si dice che sia dovuto al labirintismo di cui soffre, e che camuffa egregiamente.

Quando non suona nei Lem lavora nel campo sportivo...ma è solo una scusa per arginare l'ingrassamento incipiente.

 

Alessio fa vibrare le corde di un basso Fender Jazzbass collegato ad una testata Ashdown e ad una cassa Hiwatt.

 

Nei Lem si occupa di:
-Basso elettrico, Basso acustico, Basso a 3/2/1 corde (a secondo di quante ne spacca grattandosi la schiena)
-Cori (se si ricorda/ha voglia, ma soprattutto se vuole infastidire gli altri)

-Fare schifo
-Incitare a fare schifo
-Musica "pacchiana"
-Testi "insensati"
-Creazione di problemi di ogni genere
-Creazione di storie inventate/simpatiche
-Creazione di scuse creative
-Creazione di cretinate

Daniele "Kiff"

Alla tenera età di 11 anni, capisce, assistendo ad alcune esibizioni della Band Municipale di Villafranca d’ Asti, che suonare un strumento altro non è se non crearsi un alibi per bere, mangiare e sparare minchiate. Un anno dopo entra a pieno titolo nella formazione della Banda Municipale della quale farà parte per ben 8 anni. Profondamente arricchito dal tempo trascorso come bandito a bere vino, magiare panini con le acciughe e ad imparare la maggior parte delle bestemmie e delle storielle sconce concepite dal genere umano, decide di dedicarsi a tutta quella parte di musica scritta dopo il 1930. A 21 anni affitta la sua prima batteria, una Century nera corredata da piatti appartenenti alle peggiori serie economiche mai prodotte. Inizia così lo “studio” della batteria e a far parte di alcune band cimentandosi con cover e brani originali. Nell’ agosto del 2008 entra a far parte dei Lem Motlow e non gli par vero di ritrovare finalmente quell’insieme di valori che avevano tanto influenzato la sua “infanzia musicale” : bere, mangiare e sparare minchiate . Ribattezzato Kiff per la sua avvenenza, consolida definitivamente la sua dimensione di batterista veloce, molesto e impreciso.

 

Seduto dietro la batteria la sua percentuale di errore è alta ma riesce a nasconderla dietro l'attitudine punk che lo fa risultare sempre il membro più apprezzato. Nei concerti che durano più di 1h emmezza rischia sempre la vita per collasso cardiaco.

 

Quando non suona o smonta e rimonta la saletta per diletto, inventa sughi e tecniche di conservazione dei cibi.

 

Kiff sfonda le pelli di una batteria Yamaha Oak Custom con piatti Ufip, Zildjian e Sabian.

 

Nei Lem si occupa di:
-Batteria
-Cori (migliori del mondo ma non amplificati)

-Musica "monotona"
-Testi "risolutori"
-Montaggio, smontaggio, trasporto, manutenzione
-Risoluzione di qualsiasi problema di qualsiasi natura

Giulia "Doll"

Prova a suonare la chitarra e a scrivere alcuni brani dei Lem Motlow con risultati stranamente apprezzati. Se vuole sa suonare con le ciglia. Fortunatamente è un discreto pezzo di ragazza e grazie a questa qualità riesce a distrarre il pubblico che non si accorge quando sbaglia.

 

Prima dei Lem Motlow ha vinto il Premio "Miglior Pianista del Mondo di Sempre". I suoi progetti futuri sono un duetto con Nigel degli Spinal Tap e un caffe’ dopopranzo.

 

Giulia abusa di una chitarra Fender Telecaster Thinlane collegata ad un Fender Blues Junior.

 

Nei Lem si occupa di:
-Chitarra elettrica
-Cori afoni ma intonati (a volte)
-Tastiera (quando serve)
-Mani

-Musica "apprezzata"
-Testi "scanzonati"
-Gestione delle crisi e pacificazioni